Pinocchio

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Presentazione ospiti:

- Liceo Artistico Coreutico Teatro Nuovo

Coreografie di Niurka De Saa

( venerdì 3)

 

- estratto dal repertorio del Lago dei cigni “i cignetti” esteso a un gruppo di 8 giovani ballerine della scuola comunale di danza di Pinerolo.

(venerdì 3 e sabato 4)

 

- “la fata rosa” da Bella Addormentata

(venerdì 3 e sabato 4)

 

- “la gaitè” da Bella Addormentata

(venerdì 3 e sabato 4)

 

- “la fata candida” da Bella Addormentata

(venerdì 3 e sabato 4)

 

- “L’uccellino azzurro” da Bella Addormentata

(venerdì 3 e sabato 4)

 

- “Il contadino di Giselle”

(venerdì 3 e sabato 4)

 

- Suite da Controtempo

coreografie di Roberta Chiocchi.

(sabato 4)

 

 

PINOCCHIO

 

In un anno importante come questo denso di ricorrenze e celebrazioni storiche e politiche, anche noi, nel nostro piccolo, in tale circostanza abbiamo voluto dedicare queste serate alla commemorazione di un avvenimento che non è sbagliato definire culturale, come la prima rappresentazione, da parte della Walt Disney avvenuta 70 anni fa, delle avventure del caro burattino di Collodi.

 

Ed è proprio ritornando a tale vecchia produzione che emerge un sottile filo di tenerezza facendo il raffronto con l’ultima edizione di pochi anni or sono moderna e carica di evoluzione tecnologica che mette in risalto la bellezza dei colori, delle immagini e delle musiche, ma che comunque non sminuisce l’affetto e la curiosità che si deve alla sua antenata, forse superata dal progresso, ma ancora tanto romantica e affascinante.

 

La dimostrazione dell’interesse che questo copione ha sempre avuto nell’ambito dello spettacolo in genere è dato dal nome degli artisti che si sono cimentati dando ognuno il proprio contributo cinematografico, canoro o tersicoreo. A tale proposito è doveroso ricordare la versione per il grande schermo di Luigi Comencini con protagonisti come Nino Manfredi e Gina Lollobrigida e le note di Carpi e Piovani, quindi le voci di Cristina D’Avena, Johnny Dorelli, Edoardo Bennato e Celentano che, con modalità diverse gli hanno reso omaggio, per non parlare del meraviglioso film di Benigni con la immancabile altalena di momenti esilaranti alternati ad altri di stupore e riflessione.

 

Sarebbe lungo continuare nell’elenco di nomi che hanno indossato i panni del nostro personaggio e a questo punto lasciamo un breve spazio alla trama della favola che indubbiamente tutti conosciamo , ma che talvolta è bello sentirsi ripetere per riscoprire la sua morale neanche troppo nascosta e così magari evitare che quel terribile nasone decida di prendere la residenza sul nostro volto, prima ancora che su quello dei nostri figli.

 

Allora… c’era una volta…un falegname di nome Geppetto che un bel giorno decide di costruire un burattino di legno a cui assegna il buffo nome di Pinocchio al quale tocca la fortuna di entrare nelle grazie di una dolcissima fata che, in men che non si dica, lo tramuta in un vero bimbo in carne e ossa assicurandogli che tale rimarrà se lui si comporterà sempre bene con tutti e in particolar modo con quel tenero padre che l’aveva messo al mondo con tanto amore. Naturalmente le promesse del giovane si dimostrano quasi subito solo parole al vento e da quel momento iniziano le sue disavventure proprio a causa di quel carattere vivace e disobbediente. Infatti, dopo averne combinate di tutti i colori nei vari incontri con il Grillo parlante, con le Marionette di Mangiafuoco, con il Gatto e la Volpe, quindi nel paese dei Balocchi con Lucignolo, e altri ancora, Pinocchio, per punizione torna burattino. Le trasformazioni si susseguono pertanto sul ritmo delle birichinate compiute, fino all’epilogo dove, dopo quell’interminabile alternarsi di marachelle e ipocrite scuse, finisce nel ventre della balena. Questo è l’ultimo colpo di scena nel corso del quale però finalmente si riscatta, aiuta il padre a salvarsi e ottiene così il definitivo abbraccio della Fatina, incamminandosi, dopo tante peripezie, verso un futuro normale e sereno.

E’ bello questo finale lieto che consegna un sano ottimismo nel segno del pentimento in un ambito di vita pulita e rispettosa degli altri, anche se pare che nelle intenzioni dell’autore ciò non fosse previsto, né che tale racconto fosse inizialmente indirizzato ad un pubblico di adolescenti, ma tant’è…noi siamo contenti che queste avventure tortuose, assurde, ma comunque in qualche modo educative, abbiano accompagnato per tanti anni, e continuino tuttora, i nostri ragazzi spiegando loro gli errori, il perdono e la sincerità.

 

Anche in questa fiaba, così come in molte altre campeggiano e lottano tra di loro i sentimenti, le emozioni, le cattiverie, le speranze e i sogni, insomma il bene contro il male e, almeno qui, sopra queste pagine fortunatamente trionfa sempre il primo. Nella vita normale nella quale sgomitiamo giornalmente invece purtroppo ci sono ancora tanti, troppi nasi che si allungano a dismisura e che neanche la più avanzata chirurgia estetica riesce a cancellare, perché di fronte a certe malformazioni non c’è botulino che tenga.

Questo spettacolo rappresenta il compendio di un anno di lavoro, di prove, di allenamenti e studio e evolve in questa rassegna grazie anche e soprattutto ai genitori, ai nonni, ai parenti in genere dei giovani che non hanno lesinato sacrifici personali per contribuire alla riuscita di tutto ciò. 

FONDAZIONE TEATRO NUOVO

Ente nazionale per la promozione della danza

CERTIFICAZIONE DI QUALITA' UNI-ISO 9001 - 2000

Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Ministero della pubblica istruzione

Regione Piemonte

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